Il CAI ha emesso un comunicato stampa l’8 febbraio in merito alla proposta di emendamento del disegno di legge n.1956 per la gestione delle emergenze, vere e presunte, e l’istituzione della Protezione Civile S.p.A. Riporto di seguito il testo dell’emendamento:
“2-ter. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque pratica, con qualsiasi mezzo, attività sciistica in percorsi fuori pista, perché non compresi nell’area sciabile attrezzata e delimitata, ovvero pratica con evoluzioni acrobatiche suscettibile di creare pericolo per l’incolumità pubblica, o comunque viola le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative e dai gestori degli impianti volte a garantire adeguati livelli di sicurezza dell’utilizzo delle aree sciabili, è punito con la multa da euro 500 a euro 3.000 ed è sempre ordinata la confisca dei mezzi con cui è stato commesso il reato.”
Il CAI ha espresso nel comunicato la sua preoccupazione di fronte a provvedimenti che tendono a determinare la militarizzazione delle montagne e a limitare l’accesso da parte dei frequentatori con sanzioni economiche. Giustissima la posizione del CAI contraria all’introduzione di patentini per l’esercizio di sport in montagna. L’emendamento non è passato, anche se non so come un giudice avrebbe potuto interpretarlo nei casi di incidente da valanga lontano dagli impianti, ma ne verrano di nuovi se non altro per distrarre il pubblico durante le pause del fantastico show a base di escort che il nostro governo ci offre ogni giorno.



